martedì 4 marzo 2008

Monologo a tre

S: Ehy ragazzi stasera potremmo portarla sulla luna.. potremmo affittare una carrozza e i cavalli ci porterebbero fino al mare. Poi sotto le stelle cominceremmo a immaginare il nostro futuro e quando vedremmo una stella cadente io le direi che per una stella che muore c’è una stella che nasce e lei è quella stella. E poi e poi la potremmo portare a ballare e in mezzo alla pista la gente ci farebbe spazio e ci guarderebbe invidiosa. Ci baceremmo e resteremmo tutta la notte a ridere e parlare..

R: ahahahuahau ma falla finita ahahah.. la carrozza ahah.

S: Uffa ma quanto sei noioso, cerca di essere propositivo invece di prendermi solo in giro.

R: Allora, prima di tutto la luna scordatela e la carrozza la lascerei perdere perché non abbiamo un soldo. La spiaggia potrebbe andare, ma per farle bere quella storiella delle stelle dovremmo prima farla ubriacare parecchio.

S: Non sarebbe proprio come me lo immaginavo però potrei essere d’accordo. E la pista da ballo?? Dai dai almeno quella facciamola!!

C: A voi due manca qualche rotella. Apparte il fatto che una ragazza come lei non uscirebbe con noi neanche fossimo l’ultimo uomo rimasto sulla terra. E poi se per grazia divina questo dovesse accadere dove la portiamo?!? In mezzo alla sabbia, al freddo di febbraio o in uno squallido locale dove si balla tutti sudati e appiccicati?! Ce la porterebbero via in meno di un minuto!!

S: E invece no perché noi la difenderemmo fino a fare a botte col mondo intero per lei.

R: Ragazzi l’altra settimana abbiamo avuto l’influenza io ci andrei piano con questi goliardismi.

C: E poi col nostro fisico chi vogliamo picchiare? Un 13enne ci metterebbe in difficoltà.

S: Mamma mia quanto siete noiosi. Io mene vado a guardare le nuvole, chissà che non mi venga qualche idea per stasera.


Piccole riflessioni di Marco. Sognatore, realista e critico.

Chanel n.5





venerdì 29 febbraio 2008

Il Barone Rampante dvd

Copertina cofanetto fronte e retro




Grafica dvd
Prima pagina


Interno
Ultima pagina


Espositore da banco
Espositore da terra

mercoledì 27 febbraio 2008

Ce la faranno i nostri eroi?

Sono ufficialmente aperte le scommesse...
chi si salverà in questa giungla di layout e copyad?

martedì 26 febbraio 2008

Rivista

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Sezione Design

Penso di non saper scrivere


Penso di non saper scrivere.
Certo potevo rendermene conto prima.
Forse non son fatta per fare il copy.
Rimarrà sempre uno di quei talenti che sogno di avere ma in realtà non ho.
Non voglio suonare il pianoforte come Beethoven.
Non voglio saper dipingere come Pollock.
Voglio solo saper scrivere.
Certo conosco l’alfabeto.
Diciamo che conosco anche la grammatica, anche se meno dell’alfabeto, lo ammetto.
Ma questo non basta.
Le parole finiscono per rendere piccoli e sciocchi i tuoi pensieri.
Quando in realtà dentro di te sono fiumi in piena; li senti inondarti e quasi soffocare.
E poi li vedi lì, sputati fuori, rimescolati e racchiusi dentro qualche frase.
E senti come nessuno di quei pensieri abbia avuto il giusto riconoscimento.
E allora perché quando leggo c’è chi riesce a farmi emozionare e cogliere esattamente lo scorrere dei suoi pensieri?
Forse anche gli stessi autori di quei testi hanno dubitato fino all’ultimo.
Forse anche loro non ritenevano quelle parole messaggere degne delle loro emozioni.
A questa speranza mi aggrapperò.
Continuerò ad essere la più critica verso me stessa sperando in lettori più clementi.
Per ora so di voler scrivere bene e di poterlo fare.
In fondo ci sto già provando così.

lunedì 18 febbraio 2008

Soltanto il caso ci parla

Quando Tomas tornò a Praga da Zurigo, fu preso da una sensazione di malessere al pensiero che il suo incontro con Terza fosse stato determinato da sei improbabili coincidenze.
Ma non è invece giusto il contrario, che un avvenimento è tanto più significativo e privilegiato quanti più casi fortuiti intervengono a determinarlo?
Soltanto il caso può apparirci come un messaggio. Ciò che avviene per necessità, ciò che è atteso, che si ripete ogni giorno, tutto ciò è muto. Soltanto il caso ci parla. Cerchiamo di leggervi dentro come gli zingari leggono le immagini formate dai fondi del caffè in una tazzina.[…]
Non certo la necessità, bensì il caso è pieno di magia. Se l’amore deve essere indimenticabile, fin dal primo istante devono posarsi su di esso le coincidenze, come gli uccelli sulle spalle di Francesco d’Assisi.[…]
La nostra vita quotidiana è bombardata da coincidenze o, per meglio dire, da incontri fortuiti tra le persone e gli avvenimenti chiamati coincidenze. Una co-incidenza significa che due avvenimenti inattesi avvengono contemporaneamente, si incontrano. La stragrande maggioranza di queste coincidenze passa del tutto inosservata.[…]
Non si può quindi rimproverare al romanzo di essere affascinato dai misteriosi incontri di coincidenze, ma si può a ragione rimproverare all’uomo di essere cieco davanti a simili coincidenze nella vita di ogni giorno, e di privare così la propria vita della sua dimensione di bellezza.

da "L'insostenibile leggerezza dell'essere"

mercoledì 13 febbraio 2008

La notte più bella

Stasera arriverà.
Sono così emozionata. Chissà se sarà stanco dopo aver viaggiato per tutte le case del mondo; oh spero tanto di stare nella lista dei buoni!
Anche se l'altra sera a cena quei broccoli non volevo prorio mangiarli, mamma ha detto che stavo rischiando di farlo arrabbiare. Maledetti broccoli adesso li mangerei ad occhi chiusi.
Speriamo non se ne sia accorto, in fondo ha così tanti bambini da controllare, potrebbe essergli sfuggito. Gli ho lasciato sul tavolo qualche biscotto e un biglietto, ci ho messo tutto il pomeriggio a fare quel disegno ma sono proprio soddisfatta. Spero tanto gli piaccia.
Mamma dice che non posso aspettarlo alzata perchè se sa che sono sveglia non entra, ma io ho un piano geniale. Ho messo vicino la porta di casa e vicino le finestre i giocattoli di Riccardo, quelli con le campanelle dentro, che ogni volta papà ci intruppa fa sempre un gran casino. Così quando entrerà, tra i giocattoli sonanti e il sacco che si porterà dietro, come farei a non sentirlo entrare?!
La mamma è appena andata via, mi ha messo a letto, mi ha dato la buonanotte e ha cercato di convincermi a dormire per farlo arrivare prima. Io ho fatto finta di aver sonno così non ha sospettato del mio piano, ma avrei qualche domanda da fargli sui Natali passati ed ho tutte le intenzioni di rimanere sveglia.
Solo non so quanto ci vorrà.
Tanto mi sveglio al minimo rumore io.
Riposo solo un po' gli occhi.
Tanto mi sveglio.___

martedì 12 febbraio 2008

Ricordando il Rossellini

Ecco qui un paio di lavori usciti dai 5 anni nell'Istituto Roberto Rossellini.
Non sono gran lavori ma testimoniano (almeno spero) che sono cresciuta sempre in direzione della stessa meta.

Bellissimi ricordi e piccole soddisfazioni come tasselli del mio mosaico di vita astratto.