giovedì 29 maggio 2008

Scribacchiando

E va bene scrivo. No ma che posso scrivere? Potrei parlare del fatto che un'avventura durata 3 anni sta ormai per finire, potrei parlare delle persone bellissime che ho conosciuto e spero di continuare a vedere; potrei parlare di quella specie di fagottino che ha portato finalmente una ventata di gioia e amore nella mia famiglia, senza neanche aver fatto nulla se non venire al mondo. Potrei parlare di questa fantastica euforia che mi accompagna ormai da un paio di mesi (c'è chi ancora non ci ha fatto l'abitudine a vedermi sempre così sorridente); potrei parlare dell'enorme e profondo oceano che mi aspetta una volta finito lo ied e di quanto io mi senta un pesciolino di lago, così inesperta e timorosa dell'ignoto. Ma ormai l'ho capito: la paura mangia l'anima e non ci dovrà essere più cosa che mi spaventerà a tal punto da non provarla neanche (eccetto diciamo droghe, paracadutismo, marchiature a fuoco).Per ora queste righe mi bastano, piano piano con un piccolo aiuto, cominceranno ad uscire anche da sole.

lunedì 12 maggio 2008

Wait for me I'll come back

Ed eccomi tornare qui per la gioia di tutti voi. E' tanto che non scrivo, ho provato più volte a cominciare ma poi non riuscivo ad afferrare i miei pensieri per intrappolarli in semplici parole. Ho scelto (o mi è capitato, fate voi) di vivermi la vita in questo mese invece di scriverla. Perchè quando la vivi non stai a pensare ad un ordine, una punteggiatura e una grammatica. Si scrive da sola, anche se solo nei miei ricordi. Voi direte: e che razza di copy sei se non sai scrivere quello che vivie che provi? bè forse avete ragione, ma chi di voi non ha mai avuto la sensazione scrivendo di non riuscire in modo soddisfacente a trasmettere le emozioni provate nel vivere certe esperienze? In finale so di essere poco capace di descrivere quello che ho dentro ma spero almeno di riuscire ad affascinare le persone intorno ad un prodotto, quindi privo di emozioni. Sono felice di essere una persona che sa dare il giusto peso alle cose e riesce senza problemi a scrivere un head ma alla quale tremano le mani quando deve scrivere di sentimenti.

domenica 6 aprile 2008

Prova a sorridere

Che cos'è un sorriso. Un ricordo, un brivido, un'emozione. Quando solo il buio circonda il cuore, un sorriso è spiraglio di luce. Può nascere timido e crescere in silenzio, può esplodere sul viso donando una ventata d'aria fresca. Si, un sorriso è proprio ua boccata d'aria fresca, dà un po' alla testa, ne vorresti ancora e ne assapori la vita nella vita stessa.
E' una luce dell'anima, svela ciò che vorremmo nascondere. Incontrollabile e sincero, dono prezioso, capace di far battere cuori, cambiare umore, illuminare giornate, svelare sentimenti. E' contagioso, spesso ricambiato, non delude mai chi sceglie la sua luce. Gesto di egoismo e generosità allo stesso tempo.
"Un giorno senza un sorriso è un giorno perso" e io alla fine dei conti spero di non dover contare nessuna perdita.

martedì 1 aprile 2008

Lotteria Italia


In mezzo alla corrente

Pensieri, parole, immagini, emozioni, situazioni, canzoni, profumi, brividi, rumori, paure, fremiti, agitazioni, sapori, gioie, dolori, ragionamenti, fantasie, sogni.
Si può vivere senza provare tutto questo. Si vive da spettatori, si vive in stanby.
Più tutto si somma e più la vita comincia a spingere; prima pensavi di stare solo osservando il suo scorrere, ora ti accorgi che in realtà ci sei proprio in mezzo e ogni spintone ti trascina un po' più in là. Finisci spesso dove non ti aspettavi, ancora una volta pensando di essere uscito dalla corrente, disperso ma finalmente fuori.
Nella corrente ci siamo sempre stati e sempre lo saremo; l'unica scelta che abbiamo è nasconderci dietro a qualche masso per evitare che la vita ci renda vivi, oppure abbandonarci allo scorrere dei suoi eventi, consapevoli che la nostra posizione cambierà sicuramente ma almeno avremo lottato per direzionarla verso i nostri sogni.

venerdì 14 marzo 2008

Signor Palmerino, è stato un piacere

L'altro giorno ho conosciuto un uomo.
Se ne stava da solo al parco, lanciava parole a chi capitava nella speranza che qualcuno le raccogliesse o semplicemente le accogliesse.
Una vita quasi interamente vissuta, tanti ricordi e tanta voglia di raccontarli.
Quel giorno accolsi io le sue parole, lui mi aprì il suo mondo.
"Io porto fortuna! Me lo ha detto il papa. Nacqui la domenica delle palme e mia madre mi diede il nome Palmerino. Sono unico al mondo."
Per quel poco che ho vissuto finora ho pensato che un po' di fortuna sarebbe servita anche a me.
"La mamma è unica. Di mariti ne puoi aver 2, di figli 3 ma di mamma ce n'è sempre una."
Continuò poi nella descrizione dei piatti che la madre era solita preparargli con tanto amore.
Di fortuna quell'uomo ne ebbe durante la sua vita.
Mi raccontò come a 13 anni, studiando alle scuole alberghiere, fu mandato in un albergo di lusso al nord, dove una ricca signora inglese scelse proprio lui per farsi servire nonostante la sua poca esperienza.
Poi a Salsomaggiore fu difeso dai Savoia per un rimprovero del caposala; il ricordo delle 100 lire ricevute gli fecero illuminare gli occhi.
Mi raccontò di come aveva vinto un concorso per giornalisti scrivendo una frase che stupì tutti: "bisogna servire i clienti difficili non quelli facili."
Io ascoltavo con l'immaginazione in corsa, cercando di ricostruire la vita felice di quell'uomo. Perchè felice me la dipinse quel giorno, ma in fondo sono sicura che ogni giorno se la dipinga così.
Non sono molte le persone che hanno sul viso, ormai segnato dagli anni, quello sguardo di chi non ha rimpianti, di chi nella sua vita è orgoglioso delle esperienze vissute e nello stesso tempo è ancora pronto a tutto quello che ancora potrebbe accadere. E soprattutto saluta il mondo con un sorriso.
"Lei è bella perchè è semplice e io le porterò fortuna."
"Grazie Signor Palmerino. Buona giornata, è stato un piacere."

venerdì 7 marzo 2008

Omaggio ai maestri



Questi uomini non sono ricordati per eroiche imprese, nè per grandi ideali.
Sono ricordati perchè erano i migliori nel loro campo, persone in grado di comunicare conoscendo la natura umana e le sue dinamiche.
Mi hanno fatto innamorare di quello considerato, da ogni pubblivoro che si rispetti, il mestiere più bello del mondo.
La mia preferenza però rimane sempre per il grande William che dagli anni 60 ad oggi continua a fare scuola.

Guerrilla marketing Telethon



martedì 4 marzo 2008

Monologo a tre

S: Ehy ragazzi stasera potremmo portarla sulla luna.. potremmo affittare una carrozza e i cavalli ci porterebbero fino al mare. Poi sotto le stelle cominceremmo a immaginare il nostro futuro e quando vedremmo una stella cadente io le direi che per una stella che muore c’è una stella che nasce e lei è quella stella. E poi e poi la potremmo portare a ballare e in mezzo alla pista la gente ci farebbe spazio e ci guarderebbe invidiosa. Ci baceremmo e resteremmo tutta la notte a ridere e parlare..

R: ahahahuahau ma falla finita ahahah.. la carrozza ahah.

S: Uffa ma quanto sei noioso, cerca di essere propositivo invece di prendermi solo in giro.

R: Allora, prima di tutto la luna scordatela e la carrozza la lascerei perdere perché non abbiamo un soldo. La spiaggia potrebbe andare, ma per farle bere quella storiella delle stelle dovremmo prima farla ubriacare parecchio.

S: Non sarebbe proprio come me lo immaginavo però potrei essere d’accordo. E la pista da ballo?? Dai dai almeno quella facciamola!!

C: A voi due manca qualche rotella. Apparte il fatto che una ragazza come lei non uscirebbe con noi neanche fossimo l’ultimo uomo rimasto sulla terra. E poi se per grazia divina questo dovesse accadere dove la portiamo?!? In mezzo alla sabbia, al freddo di febbraio o in uno squallido locale dove si balla tutti sudati e appiccicati?! Ce la porterebbero via in meno di un minuto!!

S: E invece no perché noi la difenderemmo fino a fare a botte col mondo intero per lei.

R: Ragazzi l’altra settimana abbiamo avuto l’influenza io ci andrei piano con questi goliardismi.

C: E poi col nostro fisico chi vogliamo picchiare? Un 13enne ci metterebbe in difficoltà.

S: Mamma mia quanto siete noiosi. Io mene vado a guardare le nuvole, chissà che non mi venga qualche idea per stasera.


Piccole riflessioni di Marco. Sognatore, realista e critico.

Chanel n.5